Analisi di rischio VOC

By 15th September 2016Blog

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Analisi di Rischio VOC (ADR)
La determinazione delle Frazioni Volatili (EPH), le problematiche analitiche e le nuove
soluzioni provenienti dall’Europa

Marcella Monti, Raffaella Spisani ULTRA Scientific Italia srl – ultrasci@ultrasci.it, Francesco Divano Studio Chimico Divano – francescodivano@gmail.com

Premessa: la contaminazione da idrocarburi d’origine petrolifera nelle aree dei Punti Vendita Carburanti (PV), ha reso lo strumento dell’analisi di rischio essenziale per il supporto della gestione e definizione degli obiettivi di messa in sicurezza e bonifica . Il primo passo per l’applicazione dell’Analisi di rischio VOC ad un sito contaminato comporta una precisa definizione delle specie chimiche presenti e delle loro proprietà chimico-fisiche e tossicologiche, per valutarne la mobilità nei vari comparti ambientali nonché gli effetti sulla salute umana. In tale contesto, uno dei problemi che ancora oggi crea molte difficoltà, sia concettualmente che nella pratica, è quello della caratterizzazione della contaminazione da specie idrocarburiche.

Questo tipo di contaminazione è uno dei  più frequenti e, spesso, gravi, sia nei grandi siti industriali (raffinerie, petrolchimici, impianti di generazione di energia elettrica, ecc.) ma anche nei piccoli punti vendita di carburanti, a causa delle grandi quantità di prodotti petroliferi stoccate e movimentate. Secondo quanto oggi previsto, la caratterizzazione della contaminazione da specie idrocarburiche avviene attraverso la determinazione dei seguenti parametri: Aromatici (5 composti), Aromatici Policiclici (13 composti), Alifatici Clorurati Cancerogeni (8 composti), Alifatici Clorurati non Cancerogeni (7 composti), Alifatici Alogenati Cancerogeni (17 composti) e, infine, Idrocarburi Leggeri C<12, Idrocarburi Pesanti C>12.

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A seconda delle modalità di analisi del rischio e gli obiettivi di bonifica legati alla presenza di contaminanti all’interno di un sito, applicando la procedura APAT-ISPRA di analisi di rischio sanitaria (“Criteri metodologici l’applicazione dell’analisi assoluta di rischio ai siti contaminati”; APATISPRA 2008) viene richiesta la speciazione MADEP. Tale speciazione per la componente leggera viene eseguita in coerenza al metodo MADEP- VPH- 04 rev.1, che prevede la determinazione della componente volatile tramite P&T o tramite HS, e la determinazione seriale della componente Aromatica tramite detector PID e della componente Alifatica tramite FID. Gli analiti e le frazioni analitiche determinabili con questo metodo sono riportati nella tabella.

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Il mancato utilizzo del detector PID per l’applicazione del metodo MADEP-VPH-04 rev.1 , implica la non corretta gestione dello stesso. Ricordiamo che il GC-MS , risulta «semplicemente» uno strumento per la conferma di falsi positivi e che tale metodo risulta una variazione significativa dello stesso.

L’alternativa
Per la determinazione della componente volatile nel suolo è possibile utilizzare il metodo UNI EN ISO 16558-1. Tale metodo prevede la determinazione per spazio di testa statico della frazione volatile utilizzando un GC-MS o un GC-FID.

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