Monitoraggio VOC in impianti offshore

By 8th March 2017Blog

La necessità di migliorare il monitoraggio VOC in impianti offshore e, allo stesso tempo, rispettare le sempre più stringenti normative in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, carica di pressioni i responsabili di questi impianti. I costi relativi ai periodi di inattività o delle bonifiche in caso di incidenti sono enormi, così come sono in crescita i costi legati alle malattie contratte sul lavoro. Lafa954e672fe092679fd6352b18976c62_893526 legislazione richiede l’introduzione di un piano per la salute e la sicurezza dei lavoratori fondato sul monitoraggio più ampio possibile. Ciò che non è chiaro riguarda la frequenza con cui questo monitoraggio deve essere svolto e con quali tecnologie. Nonostante ciò, per i manager in cerca di un upgrade nei sistemi di protezione, i moderni detector VOC rilevano automaticamente i composti chimici pericolosi prima che diventino un problema.

Mentre le strategie di rilevazione per combustibili e solfuro di idrogeno negli impianti oil&gas offshore sono conosciute e implementate con successo, non si può dire lo stesso per quanto riguarda le strategie di rilevazione per composti tossici come il benzene e il toluene. Le normative in materia Health&Safety definiscono i limiti di esposizione del benzene, per esempio, non dovrebbero essere maggiori di 1 ppm sull’esposizione media sulle 8 ore (TWA) o 5 ppm sui 15 minuti come limite di esposizione sul breve termine (STEL). Le linee guida offrono indicazioni sulle aree che andrebbero monitorate ma sono spesso vaghe quanto si tratta di definire la frequenza del monitoraggio.

È ormai provato come molti casi di malattia siano correlati all’inalazione di vapori tossici. I costi di risarcimento stanno diventando insostenibili. Il problema è che, con composti chimici come il benzene, aggressivi anche alle più basse concentrazioni, avere un piano di sicurezza in atto non garantisce ugualmente la sicurezza dei lavoratori. Lo scopo di un piano efficace di tutela della salute incentrato su un monitoraggio VOC negli impianti offshore più frequente o addirittura in continuo, garantendo che a letture zero corrisponda effettivamente zero contaminazione.

Ion Science offre un’ampia gamma di detector portatili e fissi per il monitoraggio VOC in impianti offshore Falco(1). Fra questi, spicca il monitor VOC per la rilevazione in continuo FALCO. Esistono 8 modelli della serie FALCO, in grado di coprire una gamma che va dai 0-10 ppm con sensibilità 1 ppb ai 0-3.000 ppm con pompa integrata o a diffusione. Gli utenti possono decidere di effettuare l’upgrade a una rilevazione maggiore semplicemente acquistando un elettrodo diverso e ricalibrando lo strumento. Falco è a prova di fiamma ed esplosioni, certificato EX. L’uscita analogica 4-20mA consente allo strumento di essere integrato in un sistema di controllo DCS, per comunicare o controllare alti livelli di VOC nell’ambiente lavorativo. E’ dotato della nuovissima tecnologia Typhoon, che previene la formazione di condensa sul sensore ed elimina il rischio di cortocircuito del sistema, rendendolo ideale per l’utilizzo in condizioni climatiche problematiche.

Per saperne di più sulle applicazioni oil&gas e sul monitoraggio VOC in impianti offshore possibile con i nostri strumenti, visita lo stand del nostro distributore e partner commerciale CRAMI (http://www.crami.it/) presso la fiera OMC – Offshore Mediterranean Conference (http://www.omc.it), che si svolgerà a Ravenna dal 29 al 31 Marzo.

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